Rottamati, rottamandi, o fuoriusciti. Il renziano pensiero ha coinvolto un po’ tutti a tal punto da diventare una moda. Alla fine ha convinto Veltroni e D’Alema. Chissà quanti, conti alla mano, decideranno di fare un passo indietro. Su Salerno abbiamo forti perplessità che qualcuno si faccia da parte ma, nel contempo, abbiamo buone certezze che qualcuno sia segnato nella lista dei trombati, fin dalla vigilia delle elezioni.
Ma, mentre si apre una nuova e forse agguerrita campagna elettorale, volendo fare un passo indietro, e scorrendo gli elenchi dell’epoca, possiamo dire che abbiamo perso parecchie persone per strada. Alcuni di loro si sono auto rottamati ma altri non sappiamo neppure ora dove siano.
Ricordate Alfonso Pecoraro Scanio? L’ex ministro salernitano che aveva contagiato anche il fratello Marco, portato fin su Palazzo Madama. Poi i fratelli Pecoraro Scanio, bandiere dell’ambientalismo, contrari un po’ a tutto, si sono dissolti e di loro non se ne parla proprio più. A Salerno, Alfonso è stato consigliere comunale ed anche assessore prima di conquistare la scena nazionale. Leader dei Verdi si era candidato alle primarie di Romano Prodi, opzionando così un posto a Palazzo Chigi. In pratica quando c’erano anche Mastella e Di Pietro. Alla guida del Ministero all’Ambiente la sua esperienza si è conclusa con il Governo Prodi. Neppure la sua candidatura pugliese lo ha rimesso in pista.
Qui a Salerno la sua eredità è stata raccolta prima da Piero Cardalesi, poi da Gerardo Calabrese, ed ancora, un gradino più su da Michele Ragosta, riuscito ad essere eletto in Consiglio Regionale.
Ma ora sono tutti Sel e stanno con Niki Vendola. E Alfonso? Oppure Marco che dai campi di calcio era passato prima da Palazzo Sant’Agostino (nominato assessore) e poi al Senato? Nessuno sa niente.
Chissà se ora timidamente rientreranno in gioco, ora che ci sono più possibilità di una vittoria del centrosinistra. Certo Alfonso ha perso la leadership e comunque vada dovrà mettersi in coda o rimanere nel suo esilio, naturalmente, con il suo vitalizio.
Andrea Pellegrino

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